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  • La leggenda dei diamanti neri

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    Ufficio stampa Gioielleria Colombo

    Non tutti i diamanti sono splendenti, alcuni di loro, possiedono anime oscure, segreti e misteri: i diamanti neri ne sono un magnifico esempio.

    Sono pietre cariche di leggende se confrontate con i cosiddetti diamanti tradizionali. Per questo motivo, il loro valore è inestimabile e, ad oggi, sono annoverate tra le pietre preziose più ambite da collezionisti e acquirenti. Il nome corretto con cui chiamare i diamanti neri è carbonado ed è una forma impura di diamante policristallino composto da diamante, grafite e carbonio amorfo. Il loro colore anomalo è dovuto anche a inclusioni di minerali come magnetite, ematite e ferro nativo. Il primo vero utilizzo dei diamanti neri in gioielleria avvenne solo agli inizi degli anni 90 del secolo scorso, quando Pam Grantham realizzò una collezione sperimentale proprio con i diamanti neri.

    Ma quali sono le leggende che ruotano intorno a queste pietre?

    Il diamante nero, inteso come gioiello, più “antico” di cui si ha notizia potrebbe essere il “Black Orlov”. La leggenda narra che questo bellissimo diamante nero sarebbe stato rubato da un tempio presso Pondicherry, nell’India meridionale, quando era ancora conosciuto come “Occhio di Brahma”, nella sua forma semi-grezza da 195 carati. Questo furto sacrilego avrebbe causato una maledizione legata alla pietra e ai suoi proprietari, tra cui la stessa principessa russa Nadia Vyegin-Orlov, che si sarebbe uccisa senza una causa ben precisa.
    Molti ovviamente ritengono che questa sia solo una storia fantasiosa, inventata per creare un alone romantico e misterioso intorno alla pietra e aumentarne il prezzo d’asta.ù

    Nel tentativo di spezzare la maledizione, il diamante venne tagliato in tre gemme separate verso l’inizio del XX secolo e da allora tutti i suoi proprietari sembrano essere sfuggiti alla maledizione. Nel corso degli anni fu esposto al pubblico in luoghi come la Smithsonian Institution a Washington nel 1951, e il museo di Storia Naturale di Londra nel 2005.

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